• Relais in Umbria

    Il fascino della storia che rivive in ambienti curati nel dettaglio

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home › il relais: la storia

IL RELAIS


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RECAPITI    tel. +39 333 4237221
EMAIL         info@relaisvilladeangelis.it
INDIRIZZO  Strada Villa Nuova n. 1, S. Enea (PG)

Il relais Villa de Angelis: la storia

Villa De Angelis trae il nome dall'omonimo architetto Giulio (1850-1906), tra i più noti della Roma umbertina, che frequentò questa residenza tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento e che, probabilmente, ne curò anche la progettazione. Questo edificio sorge su un territorio del perugino abitato già in epoca etrusca, ricompreso nella frazione di S. Enea, insediamento di chiara origine romana. Il nome del luogo deriva dalla patrona S. Agnese (una delle prime sante della cristianità martirizzata a Roma nel III sec. D.C.), per successive alterazioni del termine latino Agnetis. Non è un caso, quindi, trovare Villa De Angelis censita nell’odierna cartografia sul vocabolo Appagnano, toponimo il cui suffisso –ano, dal latino anus, indica la presenza di un antico prediale romano. Dalle indagini storiche effettuate risulta che almeno dagli inizi del secolo XVIII insisteva su questo sito (tra il vocabolo Rigale e Appagnano) un fabbricato di proprietà del Collegio del Cambio di Perugia. Il predio divenne successivamente proprietà di un tal Benedetto Secchicci e nei primi decenni dell'Ottocento fu acquistato da Nicola di Valentino Uffreduz(z)i. Lo storico Arrigo Arrighi definisce la famiglia antichissima e originaria di Todi. Nel catasto Gregoriano e più precisamente nel brogliardo che accompagna la rappresentazione cartografica della proprietà, l'edificio viene definito come “casa di villeggiatura”. L'immobile rimase alla famiglia ancora per due generazioni, nella fattispecie passò prima a Giacomo di Nicola Uffreduzzi e poi alla figlia Anna Uffreduzzi. E' proprio con quest'ultima che si incrociarono i destini di Giulio De Angelis, destini che portarono ad un matrimonio intorno al 1870. Nei registri parrocchiali della comunità di S. Enea di fine Ottocento, più precisamente negli stati delle anime del 1893, compaiono per la prima volta le annotazioni di “Villa Uffreduzzi – De Angelis”. Alla morte di Anna Uffreduzzi (15 agosto 1901), in occasione della successione, il catasto fabbricati ci informa che la casa era disposta su due livelli e composta da sei vani. Pochi anni più tardi, in occasione della revisione parziale degli estimi del 1916, l'immobile risulta invece articolato su tre livelli, composto da dodici vani e classificato come casa di villeggiatura. E' quindi certo che tra il 1901 ed il 1916 Villa De Angelis assunse una struttura e forse un aspetto simile a quella odierno. Alla morte di Giulio De Angelis (14 marzo 1906) la villa, per riunione di usufrutto, divenne per intero proprietà del figlio Domenico. Da qui si susseguirono numerosi passaggi di proprietà: il 9 dicembre 1922 Valeria dei Conti de Nalench Nawrocki, vedova dell'ing. Domenico di Giulio De Angelis, vendette la Villa con intero “tenimento” al cavaliere Luigi del fu Filippo Bologna. Il 15 febbraio 1930 la villa venne acquistata da Evandro del fu Francesco Santi ed il 13 dicembre 1936 da Giovanna del fu Sebastiano Balduino, moglie del conte Luciano Faina. Da questa data e per 70 anni la residenza è stata proprietà dei Faina, nota famiglia d'origine umbra la cui ascesa nel sec. XIX fu segnata dall'ottenimento del titolo nobiliare di Conti nel 1842. Luciano Faina era nipote di Zeffirino Faina, imprenditore abile tanto nell'attività industriale che in quella agricola. Zeffirino fu una figura importante del Risorgimento umbro e italiano, rivestì la carica di deputato della Camera (1873) e poi di senatore (1886) del giovane Regno d'Italia. Zeffirino Faina sposò in seconde nozze Luciana Bonaparte Valentini, nipote di Napoleone Bonaparte. Nel biennio 1936 e 1938 l'immobile fu ristrutturato e per l'occasione venne realizzata al suo interno una cappella privata opera del noto artista Marcello Piacentini. Nel biennio 1989-1990, sul lato posteriore della casa è stato realizzato un orto ornamentale progetto di Anna Scaravella. La famiglia Carboni, proprietaria dal 2004, ha deciso di destinare Villa De Angelis ad attività turistico ricettiva, ottenendo il riconoscimento di residenza d'epoca da parte di un'apposita commissione regionale.

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Giulio De Angelis

Giulio Maria De Angelis nacque a Roma il 20 maggio 1845 da Adelaide Agricola, romana, e dall'ingegnere perugino Domenico De Angelis. La sua formazione culturale avvenne prima a Perugia, dove si iscrisse all'Accademia delle Belle Arti e conseguì il titolo di ingegnere architetto, e poi a Milano, dove ottenne il diploma al Politecnico tra il 1866 e 1868. L'esperienza milanese gli permise di intrecciare relazioni di amicizia con personalità importanti, prime fra tutte quella con Ruggero Bonghi, futuro ministro e amico di Manzoni e Rosmini. Ma è in particolare a Roma dove Giulio De Angelis si trovò ad operare. Nella capitale, tra i progetti più significativi dei suoi esordi vi furono una serie di villini da realizzare nel nuovo quartiere residenziale del Macao, tra i quali spicca quello costruito per il ministro Ruggero Bonghi in Via Vicenza n. 5 (oggi sede di un albergo) e altre due in via Marghera. Nel 1875 Giulio De Angelis ricevette una carica prestigiosa: ispettore artistico per l'architettura presso il Ministero della Pubblica Istruzione. In questa sede furono approvati dei suoi progetti quali il restauro della scala esterna del Palazzo dei Consoli a Gubbio, la trasformazione del sacro convento di Assisi in convitto per orfani di maestri e la realizzazione del convitto nazionale Mario Pagani a Campobasso. Nel 1876 avvenne l'incontro con il principe Maffeo Barberini Colonna di Sciarra che lo investì della carica di architetto di famiglia. Per lui nel 1882 progettò a Roma il nuovo teatro Quirino e nel 1883 il palazzo in via delle Muratte, probabilmente una delle opere meglio riuscite del De Angelis. Nel 1885 vinse il concorso indetto dai fratelli Bocconi per la realizzazione di un moderno magazzino in via del Corso a Roma, ispirato al modello commerciale francese e che superava il concetto delle botteghe. Segno dei tempi che stavano cambiando. Questo fabbricato così originale introduce in Italia un nuovo sistema costruttivo che affianca all'uso della muratura quello degli elementi metallici, in particolare la ghisa. “In una Roma in cui lo stile nazionale stenta a trovarsi ma pare avere dei punti di riferimento in masse murarie compatte e con poche bucature, definite da mensole, cornici ed inquadrature dall'ordine classico, un edificio come i magazzini Bocconi spiccano non solo per la prevalenza dei vuoti sui pieni, ma anche e soprattutto perché quei vuoti, pur essendo incorniciati da colonne ed archi, non sono semplici finestre ma vetrate a tutt'altezza, che per tre piani consentono di leggere perfettamente l'articolazione interna: i vincoli imposti alla progettazione si risolvono così in un organismo architettonico nuovo”. I magazzini Bocconi, oggi sede della Rinascente, costituiscono l'opera più celebre del De Angelis e furono per l'architetto un vero successo. Nel 1885, sempre a Roma, venne realizzata la Galleria Sciarra, altro notevole progetto del De Angelis per il principe, così come un edificio in via delle Muratte e un albergo in via Minghetti. Nel 1886 l'architetto progettò un'altra delle sue opere più apprezzate: il palazzo per Costanzo Chauvet, sede del suo giornale “Il Popolo Romano”. Nel 1888 ebbe a Perugia l'incarico di realizzare il progetto per il padiglione Adriani del manicomio S. Margherita e l'anno successivo quelli per il convitto Regina Margherita di Anagni e per la Caserma dei Carabinieri a Perugia, oggi sede della Rai, ai piedi della Rocca Paolina. Nel 1890 partecipò alla I Esposizione Italiana di Architettura di Torino vincendo la medaglia di argento nella divisione Architettura quale riconoscimento per le sue più importanti opere. Negli anni successivi De Angelis abbandonò l'attività di progettazione a favore di quella di funzionario e nel 1899 ottenne la nomina di direttore dell'Ufficio Tecnico per la Conservazione dei Monumenti di Roma e provincia e delle provincie di Aquila e Chieti. Sotto la sua direzione vennero eseguiti restauri di monumenti tra i più importanti d'Italia: Colosseo, Pantheon, Chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma, palazzo papale a Viterbo e palazzo vitelleschi a Tarquinia. Venne anche coinvolto nel difficile rifacimento delle scale della Vaccara a Perugia ai lati del Palazzo dei Priori. Con questi restauri si chiuse di fatto la carriera del De Angelis. Nell'agosto del 1905 si ritirò in Umbria per un soggiorno di convalescenza, a causa del peggioramento del suo stato di salute. E' in questo momento che molto probabilmente abitò la residenza di S. Enea. Si spostò successivamente ad Anzio dove morì il 14 marzo 1906. Quella di Giulio De Angelis è una figura artistica notevolmente complessa e le sue opere, che spaziano dall'edilizia residenziale a quella pubblica, sono spesso profondamente diverse. L'interesse maggiore delle opere del De Angelis è relativo all'applicazione di nuove tecniche costruttive sulle nuove tipologie funzionali dell'epoca, riassunto perfettamente nella sua opera più nota: i magazzini Bocconi a Roma.


1. Dizionario Biografico degli italiani, 33, ad vocem (pagg 288-291). “Giulio De Angelis architetto: progetto e tutela dei monumenti nell'Italia umbertina. Enza Zullo”. Gangemi Editore. Anno 2005
2. Alberto Grohmann “Città e territorio tra medioevo ed età moderna (Perugia, secc. XIII – XVI). Tomo II. Pag. 886”. Volumnia Editrice Perugia, 1981.
3. Belforti G. e Mariotti A. “Storia civile ed ecclesiastica del contado perugino. Porta S. Pietro, S. Enea, carta 261 r“; oppure, copia manoscritta a cura di F. Cacciavillani del manoscritto di Belforti G. e Mariotti A. “Illustrazioni storiche e topografiche della città e del contado di Perugia, Territorio di Porta S. Pietro, pag. 339.
4. “Casengolo nella possessione del Cambio vocabolo Pignano”, Archivio Diocesano di Perugia, Stato delle Anime della parrocchia di S. Enea, carta 196, anno 1707. Archivio di Stato di Perugia, Ufficio Tecnico Erariale, Catasto Chiesa, mappa di S.Enea, particella 543, anno 1728.
5. Archivio di Stato di Perugia, Ufficio Tecnico Erariale, Catasto Chiesa, rubricella catastale 117, c. 3117v, post 1730
6. Archivio di Stato di Perugia, Ufficio Tecnico Erariale, Catasto Gregoriano, Mappa 140, particelle 466, 467, anno 1850-1851
7. Famiglie perugine, vol. 8, c. 188. Arrigo Arrighi, 1851-1888.
8. Archivio di Stato di Perugia, Ufficio Tecnico Erariale, Catasto Gregoriano, Brogliardi, pag. 29, anno 1830. Archivio di Stato di Perugia, Ufficio Tecnico Erariale, Catasto Gregoriano, Mappa 140, particelle 466 e 467, anno 1850-1851.
9. Archivio Parrocchiale di S.Enea, Stato delle anime. Anni 1893-1894
10. Agenzia delle Entrate, registro delle partite del Catasto Fabbricati, partita n. 11604, bene n. 6451, località S. Enea, civico n. 197
11. Archivio Notarile Distrettuale di Perugia, Notaio Tassi, repertorio n. 8146
12. Agenzia delle Entrate, registro delle partite del Catasto Fabbricati, partita n. 15633 e 8567, località S. Enea.
13. “La famiglia Faina: 3 secoli di storia”, Fabio Facchini. Edizione publimedia, ottobre 2000. “La vita e l'opera di Zeffirino Faina”, Olga Marinelli. Vallecchi editore, 1959.
14. Zeffirino Faina nacque a S.Venanazo il 9 febbraio 1826 e morì a Perugia il 17 giugno 1917
15. Determinazioni regionali della Giunta della Regione Umbria n. 6270 del 4 luglio 2007 e n. 6838 del 31 luglio 2008.
16. “Giulio De Angelis architetto: progetto e tutela dei monumenti nell'Italia umbertina. Enza Zullo”. Gangemi Editore.


© Relais e residenza storica Villa de Angelis P.IVA 03231660543
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